E ora il Tour? Perché si scommette sul raggiungimento della storica doppietta ad opera di Tadej Pogačar

E ora il Tour? Perché si scommette sul raggiungimento della storica doppietta ad opera di Tadej Pogačar

La sublime prova di superiorità assoluta è di buon auspicio per l'obiettivo dello sloveno: vincere il secondo Grande Giro a luglio.


La doppietta Giro-Tour, un'impresa compiuta in rare occasioni e che non accade dal 1998, è ufficialmente in corso. La prima parte della sfida più iconica e difficile del ciclismo è stata completata: Tadej Pogačar ha vinto il Giro d'Italia 2024 con un vantaggio di 9'56" sul secondo - si tratta della vittoria con il maggior distacco in un Grande Giro dal 1965, anno in cui Vittorio Adorni si aggiudicò il la Corsa Rosa con un vantaggio di 11'26". Sin dal primo giorno, lo sloveno ha spazzato via tutti, ma lui stesso sa che questo è soltanto un atto precursore di ciò che verrà.

Perché vincere il Giro, per quanto difficile e prestigioso sia, non equivale a vincere un Tour de France. Lo stesso Pogačar ne è a conoscenza - durante il secondo giorno di riposo lo ha esplicitamente dichiarato, dicendo che "la vittoria più importante che un corridore possa ottenere è il Tour". L'atleta della UAE Team Emirates è in corsa per aggiudicarsi la corsa francese: dopo aver vinto la sua seconda maglia gialla nel 2021, la maggior parte dei corridori e degli opinionisti prevedeva che avrebbe raggiunto facilmente le cinque maglie gialle prima di ottenerne altre, diventando possibilmente il ciclista con più successo nella storia del Tour.

Ma come tutti sappiamo, ha trovato in Jonas Vingegaard un degno avversario – almeno al Tour -, che non solo gli ha negato la terza e la quarta maillot jaune, ma l'ha anche superato e sconfitto nelle ultime due edizioni della Grand Boucle. Pogačar è senza dubbio il miglior corridore al mondo, quasi sicuramente di questo secolo e con molta probabilità di tutti i tempi, ma non sta riuscendo a dominare il Tour come fa in tutte le altre competizioni a cui prende parte.

Potrebbe essere considerato ingiusto e un po' ridicolo affermare che vincere il Giro non avrà molto significato se a questa vittoria non seguirà quella di luglio, strappando la maglia gialla a Vingegaard, ma potrebbe essere una rappresentazione della verità. Pogačar è talmente forte che ci si aspetta che vinca il Tour; dovrebbe vincerlo. Non basta arrivare secondo o terzo. Quindi, come ci riuscirà, se ci riuscirà anche quest'estate?

Trentaquattro giorni separano Roma, ultima tappa del Giro d'Italia - vinta da Tim Merlier sul rivale Jonathan Milan - da Firenze, dove partirà il Tour de France 2024. Una manciata di corridori ha tentato di vincere la corsa transalpina immediatamente dopo aver vinto il Giro, ma dall'ultima volta in cui Pantani vi riuscì nel 1998, hanno tutti fallito. Spesso si dice che non ci sia abbastanza tempo per recuperare, e che il corridore che tenti di inseguire la doppietta al Tour arrivi più affaticato dei propri rivali, sia a livello fisico che mentale.

Ci sono elementi però che fanno pensare che Pogačar non risentirà di questo intervallo di cinque settimane. In primis, non sembra mai affaticato; la sua capacità di recupero è notevole: un aspetto che spesso viene rimarcato dai suoi compagni di squadra e dai suoi allenatori. George Bennett, compagno di squadra alla UAE, recentemente ha dichiarato che il venticinquenne "è benedetto da una genetica ai massimi livelli", ed è difficile non condividere quanto detto dal neozelandese.

In secondo luogo, Pogačar non ha avuto una seria concorrenza al Giro. Dani Martínez ha chiuso meritatamente in seconda posizione, ma non ha mai impensierito lo sloveno in alcuna delle ventuno tappe. Pogačar non ha mai dovuto lottare o aver a che fare con situazioni stressanti, incidenti e imprevisti. Al tempo stesso non si è mai trovato solo, né ha dovuto duellare sulle pendenze più ripide con i suoi rivali, o ha subito imboscate come quella firmata Jumbo-Visma al Tour de France 2022. È andato tutto rose e fiori, senza alcun intoppo o preoccupazione. L'idea per il quale sarebbe venuto via dal Giro esausto, con la necessità di recuperare a tal punto da non salire in sella per una settimana, non è applicabile a questo caso. Per lui la Corsa Rosa è stata un glorioso training camp trasmesso in tv.

Forse, la principale cosa da osservare per capire se riuscirà a riconquistare la maglia gialla e a diventare il primo atleta di questo secolo a vincere Giro e Tour nello stesso anno solare è lo stato dei suoi rivali. Vingegaard, Primož Roglič e Remco Evenepoel sono stati tutti coinvolti nella terrificante caduta all'Itzulia Basque Country nel mese di aprile, e sebbene Roglič ed Evenepoel torneranno a correre al Critérium du Dauphiné tra una settimana, il rientro di Vingegaard non è atteso prima della Grand Boucle. L'avversario di Pogačar, la sua nemesi, non sarà in forma come negli ultimi due anni. Non sappiamo se il danese prenderà parte a un training camp in altura, mentre Pogačar lo farà sicuramente - e in più, lo sloveno ha corso in altura per buona parte dell'ultima settimana. Lo UAE è sicuramente più avvantaggiato.

Se dovesse trionfare al Tour, l'attenzione si sposterà sulla possibilità di partecipare alla Vuelta a España, alla ricerca della tripla corona, che non ha precedenti se realizzata nella stessa stagione. Ha anche ripetutamente dichiarato che vincere i Campionati del Mondo a fine settembre è un grande obiettivo stagionale, ma questo è un discorso da prendere in considerazione più avanti.

Nel mese di maggio, Pogačar ha incantato l'intero mondo del ciclismo con una supremazia spettacolare. Tuttavia, tutti sanno che ciò avrà un valore relativo se non riuscirà ad aggiungere il Tour de France al suo palmarès. La vera scommessa è se diventerà il settimo corridore a completare la doppietta Giro-Tour nella stessa stagione. Inoltre, sostenere che possa puntare alla vittoria della Tripla Corona (Giro, Tour e Campionati del Mondo) non sembra affatto un azzardo.

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